La curiosità attorno all’iniziativa testata nelle scorse settimane tra i primi dal nostro minibasket è davvero tanta.
Due indizi non fanno una prova ma i riscontri positivi delle gare finora disputate dai 2009 con i pari età di Beavers Borgomanero e Pallacanestro Ciriè testimoniano la bontà dell’idea di fondo e il potenziale di successo.
A poche ore dal match di metà pomeriggio con i campani del Forio d’Ischia. di ‘Virtual game’ parliamo con Selena Caputo, coach degli Aquilotti crocettini: ‘Il Virtual game sfrutta le potenzialità della piattaforma Zoom per simulare e riprodurre in via digitale alcune situazioni di partita reale – spiega -. Ma la tecnologia sarebbe niente senza la disponibilità e la voglia di divertirsi di chi gioca’.
Entriamo nel dettaglio del game: ‘Due squadre, coach e giocatori, tutti connessi alla piattaforma, un arbitro che fa da giudice e decreta il vincitore al termine di ogni sfida in cui si articola la gara. Le squadre si affrontano davanti al monitor ma tutti devono presentarsi rigorosamente in divisa e con le scarpe da gioco, come al riconoscimento di una partita ufficiale’.
La formula è quella della categoria di riferimento: ‘Abbiamo finora giocato due gare Aquilotti 2009, si sposa bene per i più piccoli ma tutto è eventualmente adattabile anche ad altre età. La gara dura un’ora, con intervallo di qualche minuto a metà’.
La gara è di fatto una serie di sfide: ‘Nelle due disputate le prime prove sono state giocate 4 contro 4, come in un match vero della categoria Aquilotti. I giocatori non coinvolti nelle sfide possono fare il tifo sulla chat, dove si possono incoraggiare i compagni e lasciare commenti a quanto sta accadendo. Oppure, ci si può mantenere attivi e cimentarsi nelle sfide, senza però portare punteggio alla squadra’.
Il perno del gioco sono le sfide: ‘Tocca agli allenatori proporle: in alternanza, come in alternanza sono i possessi nella partita reale. Le prove possono essere fisiche o, per quanto possibile, tecniche, sempre e comunque a tempo. Nei test con Borgomanero e Ciriè a 4 sfide di movimento abbiamo fatto seguire un quizzone ad argomento cestistico: ogni squadra si ‘raduna’ per rispondere in un minuto a una domanda sul basket (i giocatori si possono confrontare tra loro e ottenere anche aiuti esterni, ad esempio dai genitori). Nell’arco dell’ora di gioco il numero delle sfide può variare, l’ultima deve essere a squadre, al completo’, sottolinea ancora Caputo.
L’assegnazione del punteggio è simile a quella del minibasket giocato: ‘A differenza dei 6 tempini tradizionali, le sfide possono essere anche di più. Al termine di ciascuna l’arbitro decide il vincitore: chi vince ottiene 3 punti, chi perde 1, 2 a testa invece in caso di pareggio’.
E veniamo ai giocatori: ‘Tutti giocano. Per il momento non sono previste convocazioni, per coinvolgere quanto più possibile i ragazzi’.
Nel ‘Virtual game’ gesti e rituali del basket vero non mancano: ‘L’urlo iniziale è quello di squadra, quello finale è ‘Virtual game!’. A fine gara poi i giocatori si scambiano anche ‘5’ virtuali’, conclude Caputo.