Per oltre un’ora e mezza Maurizio Cremonini, Responsabile Tecnico Nazionale Settore Minibasket F.I.P., Roberta Regis, componente dello Staff nazionale Minibasket e Scuola, e i tecnici di Crocetta e Tam Tam (una trentina i coinvolti), collegati on line sulla piattaforma della Federazione Italiana Pallacanestro, si sono confrontati sui temi legati alla ripartenza dell’attività, con particolare riguardo al Minibasket.
Si sono sviscerate e approfondite un po’ tutte le argomentazioni dell’attività con i piccoli – passando da quelle socio-relazionali, a quelle tecniche e cognitive, a quelle motorie – provando a definirne, a tratti pure ad intuirne, le coordinate e gli effetti nell’ormai prossima fase della ripartenza.
Nel corso della discussione in libertà è emersa una costante: bisogna prepararsi in serenità ma con massima serietà e attenzione per farsi trovare pronti a rispondere in maniera puntuale ed efficiente ad una criticità mai vista, addirittura immaginabile ad alcuni mesi fa.

‘In prima battuta – ha esordito Cremonini, fresco reduce da un meeting con il gruppo operativo del Politecnico di Torino, punto di riferimento nella definizione delle linee guida per gli sport nazionali – desidero ringraziare le Società che hanno attivato questo momento di riflessione e soprattutto di confronto che reputo fondamentale anche per la Federazione. Il progetto ‘Camminare insieme’, in cui si inquadra, era stato pensato per il campo, ci siamo adattati alla situazione e lo abbiamo tradotto on line con enormi riscontri di interesse, visto che al momento sono più di 100 le Società che hanno voluto dialogare con noi’.
Nelle prossime ore verranno emanate le direttive per la ripresa del basket: ‘Non le anticipo, ma
sarà molto impegnativo, oneroso e anche rischioso garantire un’attività di campo ai ragazzi. Il virus è presente, dovremo garantire il più basso rischio di contagio che si può, visto che andremo a generare attività di offerta alle famiglie’.
La delicatezza del momento e la ristrettezza delle possibilità regolamentari dovranno abbinarsi di necessità alla consapevolezza e all’importanza anche sociale di quanto si andrà a fare e non dovranno fungere da freno, anzi all’opposto dovranno stimolare ancora di più, tutti, a dare il meglio del meglio. ‘Si lavorerà a gruppi ridotti, con attività molto rigide. In questa prima fase non si potranno fare neanche i passaggi, a causa dei rischi di trasmissibilità legati allo strumento pallone’. Comunque bisogna guardare con atteggiamento positivo alla metà piena del bicchiere: ‘È
già tanto che si passi da un’attività puramente virtuale ad una parziale ma vera, sul campo. La priorità assoluta è alleggerire la testa dei bimbi’.
Nel lungo periodo del lockdown e poi pure in queste settimane di lento ritorno ad una normalità, Società e tecnici si sono prodigati, generosi e creativi, a rispondere alla domanda: come possiamo stare vicino ai nostri ragazzi. ‘Era una relazione che andava mantenuta, anche per alleggerire i condizionamenti dell’isolamento. Con il passare delle settimane però la situazione si è rovesciata: i bimbi ora non sopportano più le attività virtuali, il rifiuto è pressoché assoluto, una sorta di distanziamento per eccessivo sovraccarico virtuale: scuola, famigliari, amici, allenamenti, davvero troppo’.
Il restart sarà a numeri ridotti, si diceva: ‘La composizione dei gruppi sarà comunque utile dal punto di vista didattico e nel contempo rispettosa delle normative: siamo arrivati a definire a 8 il numero di giocatori in campo in questa fase1’.
In cui si dovrà tenere ben presenti gli elementi di contenuto: ‘In questi mesi – ha sottolineato Roberta Regis – ai ragazzi non è mancato solo l’aspetto motorio-funzionale. È vero che si sono esercitati poco dal punto di vista dei fondamentali, ma queste sono condizioni recuperabilissime. Preoccupa di più invece l’aspetto socio-relazionale, su cui dovremmo concentrare la massima attenzione e oculati accorgimenti nelle prossime settimane. In questa prima fase non sarà ammesso il passaggio, cioè lo strumento che mette in relazione. Dovremo quindi immaginare attività che possano surrogarlo, come ad esempio la sincronizzazione dei movimenti con i bimbi che sono vicini nella parte di campo di pertinenza’.
Ma anche in questo caso si dovrà andare oltre: ‘La relazione andrà associata all’ascolto. Ritroveremo sul campo ragazzi e bambini che avranno bisogno di essere ascoltati: hanno vissuto una non realtà, non sono stati mai con i propri pari, non hanno vissuto per mesi l’ambiente scolastico’.
É impensabile immaginare i ragazzi fermi in uno spicchio di campo e gli istruttori nel loro a dire cosa fare: ‘Dovremo mettere un po’ da parte gli obiettivi motori e funzionale, la fase finale e di verifica, e dare invece preponderanza dell’attivazione. Sarà importante ripartire dalle informazioni necessarie, e tra queste anche dal vissuto dei ragazzi in questi mesi. Dovremo ritarare un po’ tutto, ma è doveroso ricominciare senza perdere altro tempo’.
Tante le criticità da affrontare anche sul piano organizzativo: ‘Cominciamo dall’immediato – ha commentato Cremonini –, i centri estivi verranno autorizzati e accompagnati, il Governo ha detto e ripetuto che vi dedicherà grande attenzione. È un primo passo favorevole. Gli spazi all’aperto sono ottimali e forniscono maggiori condizioni di fruibilità e vantaggi rispetto a quelli chiusi. Che oltretutto è possibile non siano in disponibilità delle Società o non ancora sanificati’.
‘All’aperto è sufficiente una buona igienizzazione. Sole e aria sono condizioni fondamentali per rendere meno aggressivo il virus. Il terzo elemento dovrà essere la qualità della proposta: fondamentali saranno le raccomandazioni e le informazioni. La vedo come una grande opportunità per tornare ad una sana educazione all’igiene personale e a come si sta in mezzo e insieme agli altri’.
Per quanto riguarda l’età, sembra che i protocolli non la definiscano: ‘Quanto abbiamo detto fino a qui vale per tutta l’attività. Non sono sicuro che i più piccoli possano garantire un’attività distanziata, comunque credo che le indicazioni federali non saranno discriminatore per quanto riguarda l’anagrafe, lasciando a ciascuna Società la libertà di organizzarsi come meglio reputa. Per i piccolini i gruppi dovrebbero essere di 4, più adeguato pensare a situazioni relazionali che non li vedano per ora in campo ma comunque attivi’.
‘Sarà importantissimo parlare con i loro genitori – ha chiosato Roberta Regis – lo spazio temporale che si apre davanti deve diventare uno spazio dei e per i bimbi più piccoli: fate passeggiate, usate la bici, uscite, con tutte le garanzie del caso ma teneteli attivi, evitate ogni forma di passività e negatività. L’invito è soprattutto a recuperare i gesti della quotidianità che sono stati sacrificati nell’emergenza’.
‘La relazione virtuale è pesante, dovremo tutti insieme togliere quanto più possibile pressione e approfittare della stagione bella. Si possono ipotizzare anche passeggiate con qualche compagno.
Qualche mese dovrà essere gestito così, poi passerà, e anche i più piccoli avranno le occasioni e il tempo per recuperare. Ora però devono essere accompagnati a reagire, guidiamoli alla relazione ed evitiamo che subiscano e basta’.
Le raccomandazioni in arrivo dai protocolli e quelle anticipate più sopra sembrano dunque calzare meglio per le categorie dagli Aquilotti in su: ‘Direi di sì – ha aggiunto Cremonini -, lì c’è maggiore sicurezza di tutelare il distanziamento sul campo. Meglio 8 che fanno qualcosa, che abbiano un’idea di gioco, divertimento e attenzione, che il nulla. Un po’ di criticità emergerà, ma tra le condizioni di inadeguatezza virtuale e qualcosa di aggiustato in campo, è da privilegiare la seconda cosa, perché i ragazzi non ce la fanno più, hanno bisogno di rivivere lo spazio, di fare qualcosa e di farlo con qualcuno. Per un bimbo le emozioni cominciano con il preparare lo zainetto per andare all’allenamento: è vero che al posto della merendina, dovranno metterci gel, mascherine e guanti, ma sarà comunque emozionante. Lo stesso sarà poi a settembre con la ripresa della scuola’.
Tanti gli argomenti di riflessione prima dell’azione anche sul fronte dell’articolazione strutturale e organica della proposta: ‘Secondo il decreto vigente, le Società dovranno mettere a disposizione uno o più Covid manager referenti. responsabili della programmazione e del contesto in cui si realizza l’attività e informati su tutto quello che riguarda il Covid’.
Attenzione assoluta, a tutto, dalle assicurazioni alle certificazioni mediche, ma anche necessaria rassicurazione, ai ragazzi e soprattutto alle famiglie: ‘Il Politecnico ha indicato 8 livelli di rischio: con le prime attività che andremo a fare, ci posizioneremo a metà, diciamo nella categoria piccoli gruppo in campo aperto e chiuso. Gli step successivi dipenderanno dalle condizioni ambientali e dalla contingenza. Magari la fase2 arriverà a breve, per ora non si può dire. Non dobbiamo avere fretta e pensare a fughe in avanti. La Federazione – ha rimarcato ancora Cremonini – non si prefigge di imporre modelli di comportamento. È nostra responsabilità studiare la situazione in modo utile e offrire approfondimenti e idee. Ciascun istruttore dovrà poi verificare se quelle idee si adattano bene al suo modo di pensare all’insegnamento del minibasket’.
I bimbi che torneranno a giocare avranno motivazioni relazionali, problemi, bisogni, capacità che, se stimolate nel modo giusto, saranno utilissime allo sviluppo e alla crescita non soltanto tecnica: ‘Conta la persona prima del giocatore. Chi pensa solo all’aspetto tecnico vede solo elementi prestazionali, la nostra visione è più aperta’.
‘Più sensi metteremo in campo – gli ha fatto eco Regis – e più di aiuto saremo ai bimbi. Gli stimoli visivi sono quelli mancati di più, controllo motorio e orientamento spazio-temporale saranno importanti per il distanziamento. Con ogni probabilità avremo meno tempo con i ragazzi, dovremo quindi essere più bravi a riempirlo’.
‘A minibasket si suda ! – ha sfruttato a dovere l’assist Cremonini -, rendere il tempo allenante sarà la grande sfida per gli istruttori. E poi sarà pure utile per le fasi successive quando si potranno fare più cose’.
Nella parte conclusiva del lungo botta-e-risposta anche l’attività nelle palestre scolastiche in orario extra-curriculare: in questa direzione qualcosa si sta muovendo ad alto livello nazionale e presto se ne saprà di più.
Nel messaggio finale occhi puntati sulle Società e sulle famiglie: ‘Se fossi un genitore che deve dare di nuovo fiducia ad una Società a cui la dava prima dell’emergenza – ha concluso Cremonini – continuerei a darla, pur con qualche ovvia resistenza. La cosa migliore che una Società possa fare è attivarsi per fornire capacità assoluta di descrizione del contesto. ‘Stiamo offrendo ai vostri figli una grandissima struttura organizzativa: cartelli, Covid manager, igienizzanti, palloni puliti, informazioni precise e puntuali, accoglienza in campo’. Tutto questo alzerà il livello di fiducia, ne sono sicuro’.
‘Non esiste uno sport più pericoloso di un altro – l’ultima battuta di Regis -. Tutti dovranno rispettare protocolli e regole, il basket non è il più pericoloso: ci atterremo ai livelli 3-4, un rischio basso come quello di tutte le altre attività individuali fatte all’aperto’.