Il basket al tempo del Coronavirus è quasi tutto nella …testa di chi lo pratica e lo ama. Ma la tecnologia offre comunque l’opportunità di tenersi in forma sotto il profilo fisico, e pure di farlo, per quanto le distanze rappresentino sempre un ostacolo da saltare, in gruppo.
Penso che la possibilità di lavorare in smart working in un momento come questo, che mai si era verificato in precedenza, rappresenti un valido mezzo per portare avanti il lavoro atletico iniziato a settembre e proseguito poi nei mesi successivi fino all’interruzione’, sottolinea Marta D’Apice, impegnatissima preparatrice delle squadre giovanili crocettine e punto di riferimento, quanto i coach, in questa delicata fase di transizione.
È importante mantenere viva l’abitudine di appuntamenti cadenzati. I nostri incontri via Zoom ci permettono non solo di allenare i ragazzi che lavorano da casa ma anche di osservarli, correggerli e sostenerli. Inoltre, visto che i rapporti sociali sono per tutti limitati alle mura domestiche, le sedute virtuali, che in realtà virtuali non sono perché tutti lavorano durio, costituiscono anche l’occasione per mantenere viva l’appartenenza al gruppo e il contatto con gli allenatori, figure di riferimento per i giovani atleti’.
Sono orgogliosa – conclude D’Apice – di far parte di un meccanismo fondamentale per il contesto sociale che stiamo attraversando e che vuole portare a termine un’importante missione’.