Se ieri sera la Crocetta avesse vinto, oggi saremmo qui a parlare di una piccola impresa. Non è stato così, il campo è sempre implacabile e insindacabile giudice. Milano ha commesso un errore in meno e ha fatto sua la partita. Brava l’Olimpia!
Il risultato però è solo un piccola parte, minima, di quello che si è vissuto ieri sera alla Ballin. Presenza, commozione, partecipazione, entusiasmo, condivisione, divertimento, identificazione, gioia, amarezza, delusione, stupore, orgoglio. Sentimenti non in vendita sugli scaffali del supermercato e che, più in generale, è un enorme, clamoroso privilegio vivere tutti insieme nell’arco di un’ora e mezza.
Abbiamo giocato tutti al fianco dei ragazzi, abbiamo sofferto tutti, tutti abbiamo gioito per le loro giocate e il il loro impegno, tutti abbiamo tifato – il grido ‘Crocetta, Crocetta!’ era tempo che non si sentiva così alto alla Ballin -, sempre in maniera educata, civile e come dovrebbe essere ogni volta che si segue un evento sportivo.
Insomma, è stata la serata perfetta. Anche se non si è vinto. Anzi, forse proprio perché non si è vinto: perché anche le sconfitte, per chi sa viverle così, nel modo giusto, restano comunque bei ricordi. E nei ricordi.
Il grande Kobe ci ha sicuramente messo lo zampino e siamo quindi a ringraziarlo ancora una volta: avessero vinto i ragazzi con la ‘sua’ adorata maglia gialla sarebbe stata l’apoteosi.
Ma le favole sono favole: se la realtà è questa, a noi piace di più la realtà.

Grazie a tutti.
Grazie Kobe.