Peccato, peccato, peccato. Tre volte. Come tre sono alla fine i punti che separano la Crocetta dalla storica impresa sul campo dell’Olimpia Milano.
I salesiani giocano con mentalità, tirano con validi riscontri (15 su 35 da due, 10 su 25 da tre, oltre il 40% in entrambi i casi), conducono per gran parte della gara, ma nei 120 secondi finali si inchinano allo smisurato talento offensivo dell’azzurrino 2003 Gravaghi, autore di tutto il 9-0 che ribalta il punteggio in maniera definitiva.
La sensazione che alla Crocetta sia mancato il classico centesimo è forte, anzi fortissima. Lo è comunque parimenti il plauso per la prova di gran coraggio, e pure di spessore tecnico-tattico, che ha permesso di giocarsela fino in fondo.
Nel fragoroso frastuono del pallone dell’Mc2 Sport Village i gialloverdi fanno capire fin dalle prime battute di non essere intenzionati a subire: di Boeri e Galluzzo lo 0-2 del 2’.
Il pareggio milanese stuzzica ancor di più gli ospiti, che prendono e se ne vanno in modo perentorio: rimbalzo offensivo e schiacciata di Galluzzo, che, dopo un’iniziativa di Valetti, puniscono una doppia persa del coinvolto Gravaghi e riscrivono il break fino allo 0-11: 4-15.
Meani sblocca Milano dopo 5 minuti di silenzio assoluto, ma è la Crocetta a fare la partita, con carattere, difesa e pulizia di esecuzione in attacco: di Pagetto il +12 (6-18), quindi tre di Regis mettono la sordina ad un minisussulto dei padroni di casa: 11-21.
Un po’ spiazzata dal veemente avvio torinese, Milano riduce il conto nell’ultimo minuto del primo quarto e con Cassano si porta a -4 nella prima azione del secondo.
La Crocetta ribatte colpo sui colpo, anche quando Gravaghi fa capire di essere sulla giusta sintonia: la stellina biancorossa sembra immarcabile ed elude qualunque tentativo di soluzione difensiva, ma Cuccu, Boeri e Galluzzo tengono sempre al comando i salesiani: il vantaggio oscilla per parecchi minuti tra i 3 e i 7 punti.
Gravaghi è una furia e fa 30-32, Tam ristabilisce la parità (32-32) sbagliando il libero addizionale. Il sorpasso è però cosa fatta poco dopo, opera di Erba, a castigare una serie di errori al tiro ospiti: l’8-0 frutta il 34-32, la Crocetta però è con tutti e due i piedi e soprattutto con la testa dentro al match e torna in fretta davanti, toccando per due volte il +3 prima del riposo con Boeri.
Riapre le danze il solito Gravaghi (38-39), quindi Magnocavalli realizza il +4 con l’unico canestro crocettino dei primi 6 minuti del periodo.
L’Olimpia subito non ne approfitta, però, visto il perdurare del blackout offensivo avversario, ci prova: di Galicia il gioco da tre punti del 47-42 (9-0 il totale).
Ancora Magnocavalli sblocca l’impasse crocettina, Boeri lo asseconda e in un minuto e mezzo è tutto da rifare: 50-50 al 29’.
Grande la tensione dell’ultima decina. Nel batti-e-ribatti, la Crocetta è in pratica sempre davanti nel punteggio con grandissima energia e dà pure l’impressione di potersene andare dopo due canestri di fila di Valetti: lo 0-8 porta al 58-63 del 35’.
Il limite di falli raggiunto dall’Olimpia sembra di aiuto, però i salesiani non lo sfruttano a dovere, anche se colpiscono comunque dal campo, ancora con Valetti, dopo un recupero difensivo: 61-67.
I 2 minuti e rotti che restano sono tutti di Gravaghi, che avvicina l’Olimpia e pareggia, sempre da tre, quindi sull’errore di Boeri punisce un’ingenuità crocettina e a 15” dalla sirena completa l’opera con il 2+1 che vale la partita.
C’è ancora tempo per un disperato tentativo da tre di Pagetto. Corto.
Peccato, i due punti vanno alla cinica Olimpia, la prestazione gialloverde però resta. E questo non è un dettaglio.

OLIMPIA MILANO-DON BOSCO CROCETTA 70-67
Parziali: 15-21, 36-39, 50-50
MILANO: Gravaghi 26, Invernizzi, Erba 7, Tam 8, Bonetti, Romeo 5, Galicia 9, Citterio 2, Meani 6, Musumeci, Cassano 7, Sconochini. All. Zaccardini.
CROCETTA: Galluzzo 11, Pagetto 6, Boeri 14, Magnocavalli 15, Valetti 12, Del Balzo n.e., Zennato, Unia n.e., Cuccu 6, Regis 3, Salvadori n.e., Varetto n.e. All. Tassone.