Come affermato nelle scorse ore da coach Franz Conti, visto che la contingenza continua a proporci dubbi e incertezze, sembra difficile oggi parlare di basket giocato anche se lo spiraglio offerto dalla pubblicazione del nuovo calendario di C Gold è un importante barlume di speranza verso il ritorno alla normalità.
Ne condivide in pieno l’opinione Claudio Maino, chiamato, insieme al capitano Giordana, al ruolo di chioccia di un gruppo di giovani, molti dei quali si affacciano per la prima volta alla ribalta della C Gold: ‘La Società è in cima ai miei pensieri. Alla Società va il mio plauso personale per il lavoro fatto nei mesi scorsi e per quello che sta facendo in queste settimane: ci ha garantito un’iscrizione ad un campionato che non era poi così scontata e ci sta permettendo la ripresa degli allenamenti con contatto per prepararci al meglio con l’uso di tutta una serie di precauzioni che si rifanno ad un approccio ben più stringente e garantista rispetto a quello richiesto dai protocolli federali’.
Maino allarga però l’orizzonte: ‘Insieme ai meriti della nostra Società, mi sta a cuore sottolineare quelli degli altri club che ci permetteranno di disputare il campionato di serie C Gold. Il numero delle squadre e la formula passano in secondo piano, quello che conta è che, con limitazioni più che comprensibili, potremo riprendere a praticare uno sport di contatto fermo in pratica da 4 mesi e che non vede la disputa di gare ufficiali da un anno. E di farlo pure giocando un campionato di livello’.
Parlare di basket, come ripetuto, è quasi un azzardo ma è nel contempo un atto dovuto: ‘Ci presenteremo al via con una squadra molto giovane che ha poca esperienza e molta incoscienza dell’intensità che si vive all’interno di una partita di C Gold. Sotto il profilo tecnico, abbiamo la necessità di riprendere confidenza con il pallone, con i compagni, con il contatto fisico, che soprattutto per i più giovani non è affatto un aspetto secondario. Sul piano atletico, la graduale ripresa dovrà passare attraverso step obbligati di avvicinamento alla partita. Ma l’aspetto più importante sarà quello mentale. Abbiamo galleggiato per mesi tra il pesante fardello psicologico dello stare chiusi in casa, la possibilità di allenarsi parzialmente con sedute individuali dove si poteva solo passare la palla con distanziamento e il ritorno ad allenamenti ordinari: alla prima esperienza in C Gold, questo continuo sballottamento sarà da curare con l’opportuno tatto e intelligenza. Da questo punto di vista sono convinto che il nostro gruppo sia ben messo: l’enorme senso del lavoro acquisito negli ultimi anni mette i nostri giovani in condizioni favorevoli, penso che sapremo essere all’altezza’.
Oltre all’impegno con la Prima squadra, Maino è coinvolto come assistente anche nel Settore Giovanile, dove gli strascichi psicologici di quanto è capitato e sta capitando conteranno e non poco: ‘Concordo appieno con il mio capo allenatore e responsabile delle giovanili Crocetta, Guido Tassone, quando afferma che per i più piccoli la necessità prioritaria e assoluta è la cura attenta degli aspetti mentali: l’organizzazione personale del tempo, la didattica a distanza, la necessità di studiare e fare compiti in maniera diversa, sono tutti problemi che richiedono un nuovo e non semplice punto di equilibrio. Lo dovremo trovare in fretta anche con l’appoggio delle famiglie’.
Ma non tutti i mali vengono per nuocere. Per Maino il ritorno in campo avrà infatti importanti conseguenze extra-sportive: ‘La richiesta di costante attenzione alle regole, alle prassi di rispetto, ai dettagli di garanzia, all’ambiente, ai compagni, non potrà che fare bene nel processo di maturazione dei ragazzi: li aiuterà ad essere più responsabili, verso se stessi, dentro allo spogliatoio ma più in generale all’interno della società’.

 

[Credit Photo: Aldo Antonietti]